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Escursioni al Monte Aconcagua
SaliteTrekkingLogistica e servizi
 
  1.Parco Aconcagua  
    Introduzione    
   

Storia

   
    Campeggi    
    Entrate e permessi    
   

Un piccolo 8.000

   
  2.Statistiche  
  3.Rotte  
    Via Normale    
    Ghiacciaio “De los Polacos”    
    Parete Sud    
    Le 33 rotte del “Colosso”    
  4.Servizi  
    Servizio Medico    
    Guardaparcchi    
    Guide    
    Servizi sanitari    
    Trasporto di persone e attrezzature in muli    
  5.Clima  
    Considerazioni climatiche    
    Consigli per fare un pronostico    
  6.Preparazione  
    Acclimatazione ed addestramento di base    
    Alimentazione e idratazione    
    Suggerimenti di vestimenta e di attrezzature    
  7.Medicina  
    Medicina de montaña    
    Squadra di salvataggio    
    Malatie della montagna    
  8.Aneddoti e ricordi  
    Storia delle Ascensioni    
    Aneddoti    
    Un cimitero inca a 5200 metri    
  9.Chi siamo noi  
 
  Salite all’ Aconcagua  
  Trekking nell’Aconcagua  
  Logistica e altri servizi  
 

Aneddoti e ricordi.

Un cimitero inca a 5200 metri

 
  Il parco possiede anche una relativa importanza storica e archeologica. Nel 1982 una squadra del Club Andinista de Mendoza comandata da Gabriel Cabrera e accompagnati dai fratelli Fernando e Juan Pierobon e da Franco e Alberto Pizzolon, tentando di finire la strada inconclusa del filone sud, trovó a 5200 metri una mummia incaica di circa 500 anni fa. Un mese dopo la scoperta, un’altro gruppo di scalatori partì per portarsi dietro la mummia. Quando arrivarono al posto trovarono il vertice di una Piramide. Più avanti -50 metri- trovarono un’altra parete che doveva significare un ostacolo insormontabile per gli “indios”, che vietava la salita.
Durate giorni di lavoro scoprirono grossi muri con forma di semicerchio, rovinati, e un cerchio di pietre di un metro di diametro. Nella zona protetta da uno di questi muri si trovava seminterrato un sacco funerario che conteneva il corpo piegato di un bambino di circa sette anni.

 Era avvolto da numerosi tessuti, e da un manto con piume gialle e nere, probabilmente di papagallo,  che facevano parte di una corona. Il craneo era totto dall’erosione dovuta all’intemperie. All’interno il cervello era colapsato dalla disidratazione. Dopo parecchie ore di lavoro, il sacco fu ritirato dalla terra gelata. Mentre un gruppo di archeologi si occupava dell’imballaggio e preparazione per la discesa, un altro gruppo continuava gli scavi cercando di arrivare lateralmente alla costruzione di pietra. Ebbero la fortuna di trovarne all’interno un gruppo di sei piccole statue. Questo aveva senza dubbio un’importanza simbolica e un legame con altri posti archeologici di alta montagna dove sono state trovate queste stesse statue. Il prelievo e l’esame di questa inaspettata scoperta significò il culmine della spedizione. Finiti gli scavi trovarono anche un paio di sandali di fibbre vegetali, due borse dello stesso materiale, una delle quali conteneva elementi vegetali che secondo analisi posteriori, si trattava di fagioli cotti. Rimase chiaro che si trattava di un alimento simbolico per l’aldilà. Gli archeologi tornarono il 31 gennaio e la ricerca fu continuata dall’Universidad Nacional de Cuyo, nel cui Museo Archeologico si conserva tuttora il sacco funerario.